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Rated 4.35/5 based on 556 customer reviews

Come detto in precedenza lo strumentale rappresenta l'apice della dissonanza musicale, nove minuti della pi malsana musicalit, una caotica accozzaglia di suoni, il lato pi cacofonico del death metal.

I primi minuti scorrono in una maligna ed agghiacciante cantilena, traducibili in un vortice di sonorit distrubanti che sfociano soltanto nel finale nella pi incontrollabile e ferale ferocia che il duo possa sprigionare attraverso gli strumenti.

L'introduzione di " spiazza l'ascoltatore, che dopo tanti minuti di autentico terrore sente fluire nelle proprie orecchie un'ammorbante melodia, sulla quale si erge il grottesco growl di Ascaris, che pare quasi provenire dall'oltretomba.

Verso la met della traccia un ulteriore rallentamento ci fa tirare il fiato dopo alcuni minuti di suspance, durante i quali viene normale pensare che prima o poi succeder qualcosa, come un radicale cambiamento d'atmosfera, ed proprio ci che accade di l a poco.

La permanenza di uno dei due membri -Reuben Christopher Jordan, alias Matron Thorn- in diversi progetti black metal, come Bethlehem, Leviathan e Benighted in Sodom (di cui il mastermind), ha inevitabilmente inciso molto sulla realizzazione del disco, considerando i numerosissimi loop di chitarra, presenti praticamente in tutti i brani, e la monoliticit degli stessi che sfocia pi volte in pura cacofonia.

Una tendenza che sto notando negli ultimi tempi quello che accosta la musica metal e la letteratura, vuoi per dare una linfa particolare alla stesura dei testi, vuoi per una passione particolare dell'artista, vuoi per riprodurre quelle atmosfere particolari che un libro non pu esprimere dettagliatamente poich tutto ci che comunica lo fa attraverso le parole e che quindi la sua espressione pu restare incompleta o inesatta.

Cos, dopo innumerevoli tributi ad Howard Lovecraft (Nile, Septicflesh tanto per fare due esempi), la trattazione della filosofia della natura di Friedrich Schelling da parte degli Obscura, ed altri numerosi casi, questa volta i riflettori sono puntati su "Diceria del Vampiro", saggio settecentesco ad opera di Michael Ranft che tratta avvenimenti riguardanti il vampirismo ed una conseguente trattazione filosofica.

Questa spiccata ricercatezza a livello di songwriting ne penalizza naturalmente la comprensione e l'assimilazione soprattutto dopo pochi ascolti, cosicch quasi necessario immergersi innumerevoli volte in questa mortifera fanghiglia sonora prima di coglierne tutte le sfaccettature, ma devo dire che, personalmente, ne valsa la pena.

E' uno di quei dischi senza mezze misure, o lo adori o lo odi, senza compromessi.

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